Aggrappata ad un’illusione

Come fossi su una mongolfiera

Ho volato molto su

Trasportata dall’alito caldo

Del vento in un sogno

Accarezzata

dalla brezza leggera della mia poesia

in cieli di varii umori

Sui toni della mia interiorità

Ogni tanto una tua nuvola

Messa lì a bella posta

Tutto dilatato e sconfinato

Così

Mentre mi spostavo

In un viaggio senza estremi

Senza mappe e senza tempo

senza niente fuorché il viaggiare stesso

ho incontrato tutte le sfumature

Nessuno mi aveva detto

che non approdavo mai a nulla

ed era bene così

Finchè non  è giunta Signora Ragione

Coi suoi detti acuti

Sottilmente bramosa di imporre direzioni

Ha sganciato un suo apostrofo tagliente

E ci ha colpiti

Il pallone si è sgonfiato

E siamo caduti

l’alito caldo emesso nel sogno s’è disperso

ed io afflosciata in un angolo desolato

sulla terra dei savii

mi son dovuta ricomporre

ho cercato di riporre la stoffa

che si accasciava ai miei piedi

Ali non avevo più

Le funi lente senza più vigore

Il cesto su cui stavo  divelto

Ed io spaesata ho nascosto il pallone

Nei reconditi nascondigli del buio

Dove la ragione non guarderà mai

Quando si attarderà ad amoreggiare con se stessa

Prima o dopo

Nell’oblio della sua distrazione

Noi ci innalzeremo ancora

E ancora

E ancora

Finchè il mondo non sarà che un puntolino

                         Sotto di noi                                                                                                 ( 2016\2017)