Nella ricerca di Cinzia Platania si evidenzia l’interesse per i temi ultimi: la Verità, il Destino tra Vita e Morte e decadenza, il Tempo, la ricerca della Felicità. Il suo è un approccio multisensoriale. Cinzia Platania concepisce i linguaggi con i propri codici espressivi come funzionali alla comunicazione non verbale, su contenuti che riguardano l’Assoluto. Nella sua ricerca visiva si evidenzia l’astrattismo su una tavolozza di colori brillanti e saturi arricchita da tinte fluorescenti alternata alla gamma dei grigi. Antracite, grigioverde, basalto, lava.

Autodidatta nella pittura ad olio, nel primo decennio degli anni Duemila si dedica alla ritrattistica prediligendo volti ed animali. Attualmente continua la propria ricerca dell’essenza delle cose arricchendo la propria espressività e perfezionandosi nella tecnica ad olio su supporti di dimensione maggiormente ampia ma anche indagando il reale attraverso l’obiettivo fotografico con occhio attento ai fenomeni di decadenza, dissoluzione e degradazione della materia. Di particolare efficacia le opere che vedono arricchirsi le masse e gli elementi prescelti di lumeggiature ottenute con inserti iridescenti e film metallici. Non manca di destare interesse l’uso delle stoffe impalpabili tra le quali ricorre spesso l’organza per gli effetti di trasparenza che rimandano a fenomeni atmosferici con suggestioni volte all’universo intimo ed all’inconscio.

Le ultime mostre evidenziano una personalità eclettica ormai strutturata e mettono in luce la versatilità e le doti plastiche che danno al contributo di questa artista una dimensione di ampio respiro, un codice visivo suggestivo e seducente che non disdegna l’ausilio delle nuove tecnologie. A tal proposito si segnala il suo contributo nel settore della videoarte e delle opere multimediali ed interattive (installazioni) nelle quali l’osservatore è parte dell’opera.

Il mio ideale comunicativo è inclusivo, un' arte attraverso la quale avviene l'unione dell'essere nelle sue varie dimensioni. Tutto si diparte da un nucleo che ci rende unici,dove risiede il nostro quid, quel qualcosa che ci rende unici; e lo fa a raggiera, per come l'immagino io: a cerchi concentrici dentro altri cerchi. Credo che la visione lineare dell'unica via, sia qualcosa che non mi appartiene, a livello di espansione creatrice. Cerco e realizzo un'armonia di linguaggi. Tante cose da dire, in tante lingue. La fotografia, la pittura, la poesia,la musica afferiscono allo stesso territorio dell'anima; stimoli suscitati a diversi sensi sono elaborati e restituiti in varie modalità; adatti a descrivere di volta in volta cose diverse toccando i nostri sensi